L'orto sociale una grande metafora della diversità. Occorre considerare la diversità un valore.

Storia

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L'idea dell'orto nasce per rivalutare un'area del comune di Bergamo, che, al tempo, era rimasta incolta. In origine, si trattava di una zona adibita alla coltivazione, a partire dal secondo dopoguerra sino agli anni Ottanta, è divenuta luogo di riparo per i senza tetto; infine, agli inizi degli anni Ottanta, il comune ha sgombrato il luogo lasciandolo incolto fino appunto al 2004.

Ragazzi coinvolti


Questo orto ha sia fini educativi, sia socio occupazionali, sia terapeutici. Infatti offre la possibilità di rendersi utili, di lavorare, di sfogare le proprie energie in maniera sicura, e di trovare un luogo di benessere e serenità attraverso anche le interazioni. In questi orti sia l'armonia che la diversità sono un punto di forza, poiché tanto più un luogo è accogliente, quanto più è piacevole lavorare; inoltre, in essi ad ognuno vengono affidati compiti specifici sulla base delle proprie attitudini e potenzialità. I servizi sociali periodicamente indicano al Comune di Bergamo le persone più idonee a questo progetto: generalmente sono individui con disturbi generalizzati allo sviluppo, ma con un rendimento medio alto. Attualmente i ragazzi sono una decina, per la maggior parte autistici o affetti dalla Sindrome di Down. Questi sono supportati da due assistenti sociali e sei volontari. Sebbene i ragazzi non percepiscano uno stipendio vero e proprio, possono ricevere un riconoscimento a fini educativi. Talvolta ciò non avviene perché, molto spesso, sono coinvolti in altri progetti e, per motivi burocratici, non possono ottenere un doppio guadagno.

Terreno e colture


Il terreno utilizzato per l'orto è molto argilloso, ed è il risultato di compostaggio naturale di materiale organico. Si cerca di coltivare in modo più naturale possibile e per questo è ridotto l'uso di fertilizzati ed insetticidi e le rare volte in cui sono utilizzati non entrano a contatto con il frutto. Come disinfettante viene inoltre utilizzata la cenere. L'orto rimane in funzione tutto l'anno, talvolta anche il sabato e la domenica, eccetto il mese di gennaio. È sempre aperto al pubblico, e chi desidera può recarsi a procurarsi prodotti, lasciando un'offerta libera. L'orto è in collaborazione con le Serre Serassi di Bergamo, che permettono, nei mesi invernali, di proseguire la coltivazione e di ridurre i tempi delle colture più lunghe. Questa zona risulta essere in una posizione sfavorevole per il sole, essendo per molto tempo all' ombra. Questo fatto fortunatamente, però, non compromette la crescita e lo sviluppo delle colture. L'intero orto è dotato di un unico tubo per l'irrigazione: sono i ragazzi stessi che con canne e annaffiatoi si preoccupano di garantire la giusta quantità di acqua alle vasche.

Ortaggi:


Normalmente sono coltivati prodotti di stagione e tradizionali, come per esempio: insalata, pomodori, melanzane, cipolle, prezzemolo, cicoria, lattuga, aglio, ravanelli, spinaci, patate, rabarbaro, rafano, coste, sedano. La luna è importantissima per la semina: infatti, ravanelli, cicorie e lattuga con la luna calante fioriscono.

Frutta:


Il frutteto è composto da: due peri, melo, noce, fico, ippo-castano.

Fiori:


Il vivaio comprende principalmente: viole, primule, piante grasse, more, tulipani, rose, alloro, rododendri.

Iniziative:


L'orto, nei mesi estivi, collabora con la biblioteca di via Angelo Maj ed è luogo di spettacoli e letture animate. Inoltre, durante le feste, si organizzano mercatini. L'orto propone iniziative anche con bambini e ragazzi che frequentano scuole elementari e medie. Per far conoscere ai cittadini la loro attività ed esperienza, coloro che frequentano gli orti sociali si recano nelle scuole, negli oratori.

Interviste:


Goran, per esempio, ha iniziato a lavorare 7 anni fa. Due anni fa, ha accresciuto le sue conoscenze in questo campo lavorando in un negozio di ortofrutta e poi è stato assunto con un regolare contratto. Ha asserito: "Mi piace, lo faccio volentieri" "Mi trovo bene all'orto, si fanno anche tante cose che io magari non riesco a fare, come ad esempio stare piegato a mettere i fiori, piantine..."