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Da "Internazionale 791, 16 aprile 2009"
"Le statistiche dimostrano che è più facile essere colpiti da un fulmine che essere coinvolti in un attentato terroristico. Non si può dire lo stesso della recessione: tutti ne siamo vittime, anche se per anni ci hanno detto il contrario.
Lo scopo di queste bugie era farci perdere la percezione della realtà. E mentre ci trovavamo in questo stato confusionale, i papaveri dell'alta finanza, quelli che viaggiano su jet privati e hanno rapporti solo con altri super-ricchi, ci derubavano. "(estratto articolo di Loretta Napoleoni)
Lentamente dobbiamo accorgerci che il sistema economico che ci circonda porta ad un collasso della società stessa in cui opera, dobbiamo avere il coraggio di sperimentare, a partire dal basso, un nuovo sistema economico fondato sulla sostenibilità e non sui consumi. Dobbiamo perdere la paura dell'essere povero impostaci dai mezzi di comunicazione: povero non è colui che non riesce a comprare la terza macchina o che non riescia a cambiare un'automobile ogni tre anni con un mezzo tecnologicamente uguale, povero non è colui che non riesce a vedere la televisione su uno schermo LCD da 42 pollici ed è "costretto" a guardarla sul suo lowe con tubo catodico, povero non è colui che non riesce ad avere tre armadi pieni di vestiti firmati... Povero è colui che non riesce a gestire il suo tempo libero perchè pensa che è sprecato se non sta guadagnando, povero è colui che non riesce ad entrare in relazione con gli altri se non in ambiente di lavoro, povero è colui che misura gli altri in base a "cosa fanno" e non in funzione di quello che sono, povero è colui che è in ricerca ma non sa di che cosa, povero è colui che non riesce a leggere ai proprio figli una storia, povero è colui che trova nel lavoro la sua unica prospettiva di vita... Si potrebbe andare avanti ancora ma penso che spetti ad ognuno di noi, lentamente, meditare sul nostro concetto di "povertà" e agire di conseguenza.
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