|
Segavano i rami sui quali erano seduti/ e si scambiavano a gran voce/ le loro esperienze, / di come segare più in fretta./ E precipitarono con uno schianto./ E quelli che li videro, scossero la testa/ e continuarono a segare. (Bertolt Brecht)
Meditiamo gente, lentamente, ma meditiamo. Osservo, le montagne dei rifiuti, il consumismo usa e getta e penso alle proposte risolutive dei potenti: gli inceneritori ! Penso al problema delle energie alternative e alla proposta del nucleare. " E si scambiavano a gran voce le loro esperienze su come segare più in fretta..." Mi vengono in mente i dibattiti politici su questioni false o inesistenti . Mi sembra di cogliere un metodo comune e diffuso: distogliere lo sguardo dal vero problema, rivolgersi ad altro ed indurre altri a fare lo stesso. Risultato? Dibattiti basati su totale incapacità d'ascolto e "arringhe piene di vento" con cui si propongono soluzioni a problemi che non sono problemi o che non esisterebbero senza l'equivoco di fondo. Il tutto mentre i problemi (quelli veri!) se ne stanno sul fondo del vociare collettivo vivendo indisturbati e facendo enormi danni.
E noi? Noi comuni mortali che non abbiamo potere di progettare inceneritori e centrali nucleari, come seghiamo i nostri rami? Non accade forse ogni volta che impegnamo le nostre energie ad evitare gli ostacoli piuttosto che affrontarli? Sarà deformazione professionale, ma mi vengono in mente gli alunni che si danno gran da fare per raggiungere il massimo risultato (quale?) con il minimo sforzo, o noi insegnanti che ci illudiamo che faremmo meglio il nostro lavoro se avessimo alunni "altri" cui fare lezione o, ancora, a noi genitori che diciamo sì, perché dire no costa più fatica. Evitiamo gli sforzi autentici, dove invece è l'ostacolo che segna e insegna e che ci porta a superare noi stessi, evitiamo gli impegni che costano fatica dove invece è quanto una cosa costa che ci dice se, e quanto vale.
Eppure basterebbe fermarsi, provare a dare un senso a quello che stiamo facendo e accorgerci che senso non ha, e che avrebbe più senso guardarsi intorno e incominciare a fare altro o a fare in altro modo. Ritengo che la cosa più pericolosa sia proprio l'incapacità di guardarsi dall'esterno e di cercare un senso. Manca autonomia di pensiero e di volontà.
E' vero che, venuta meno l'incoscienza, quello che resta è spesso senso d'impotenza e solitudine, ma non abbiamo scelta... se vogliamo almeno smettere di fare i boscaioli.
Segavano i rami sui quali erano seduti/ e si scambiavano a gran voce/ le loro esperienze, / di come segare più in fretta./ E precipitarono con uno schianto./ E quelli che li videro, scossero la testa/ e continuarono a segare. (Bertolt Brecht)
|